LA BATTAGLIA CONTRO L'AMIANTO E' UNA BATTAGLIA DI CIVILTA'. FRANCESCO MARANTA RICORDA L'INCONTRO CON IL PROF. GIORDANO NEL 1979, QUANDO COMINCIO' LA SUA LOTTA
di Francesco Maranta
Nel 1979 lavoravo presso le Officine di Sant’Maria la Bruna, vicino Napoli. In quelle officine circa 1.300 operai lavoravano per la manutenzione dei treni delle Ferrovie dello Stato. Nei vagoni si usava l'amianto e non erano previsti protocolli operativi per difendere la salute degli operai. Noi, per esperienza diretta, ci accorgemmo che l'amianto metteva a rischio la nostra salute. Registravamo con preoccupazione, casi di malattia tra i nostri colleghi. La direzione negava però ogni possibilità di rischio, dovuto all'utilizzo di amianto. Per dimostrare le nostre ragioni, prendemmo contatto con il professor Cesare Maltoni dell’Istituto Ramazzini di Bologna. Fu così che conobbi il professore Giovan Giacomo Giordano. Ricordo con precisione il momento in cui ci siamo incontrati. Nel 1984 durante una assemblea sindacale che si svolgeva nel piazzale antistante l’ingresso, mi fu presentato il professore Giordano. Aveva un volto sereno con un sorriso leggero. Mi disse “bravo, ti ho ascoltato e hai pronunciato parole giuste. La vostra battaglia contro l'amianto è una battaglia di civiltà. Difendere la salute è un dovere prima ancora che un diritto. Da quel giorno è sempre stato al nostro fianco. Ha sostenuto le nostre argomentazioni, con relazioni scientifiche che dimostravano la pericolosità dell’asbesto. E sempre ci ha dato indicazioni su come ridurre i rischi per le esposizione all'amianto. Mi piace ricordare questo episodio. Un giorno gli telefonai per dirgli che dovevo recarmi a Milano, per partecipare ad un incontro sindacale. Ero preoccupato perché ormai alcuni medici, sospinti dai grandi interessi, incominciavano a sostenere che anche per l’amianto si poteva parlare di limiti di tolleranza. Il professore Giordano era molto arrabbiato per queste posizioni. Mi disse di non preoccuparmi e mi fornì, nel giro di qualche ora, una relazione tecnica con la quale attestava che per l’amianto non esistono limiti di tolleranza e che anche una sola fibra poteva provocare un mesotelioma pleurico. Un esempio di come fosse sempre pronto a mettere a disposizione le sue conoscenze per noi. E parliamo di tempi in cui non esisteva internet e la disponibilità di informazioni era molto ridotta. Fu grazie a medici come lui, che furono al fianco dei movimenti sindacali, che nel 1992 il parlamento approvò la legge che impediva l'uso dell'amianto. Successivamente, divenuto consigliere regionale, ho avuto modo di far approvare una norma ancora più avanzata sul piano dei diritti e delle garanzie per i lavoratori. L’amianto ha provocato molte morti, e, purtroppo ne provocherà anche in futuro, perchè gli effetti dell'esposizione si manifestano anche dopo molti anni. Ma questa battaglia è stata vinta. E penso che senza uomini come il professore Giordano non avremmo ottenuto questo risultato. Lo ricordo così, generoso, sereno, di grande forza d'animo. Un uomo di scienza a servizio dell’umanità. Grazie.
**Nella foto Francesco Maranta affiancato dal figlio del prof. Giordano e da Antonio Bassolino e premiato per le sue battaglie contro l'amianto**
2 milioni 243 mila
senza lavoro
Buongiorno Sud, il lavoro diminuisce, la disoccupazione aumenta in Italia raggiungendo livelli record. A dicembre dello scorso anno il tasso di disoccupazione è salito all'8,9% in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a novembre e di 0,8 punti percentuali su base annua con una crescita, quindi, del 10,9%: battute, in negativo, anche le stime degli analisti che stimavano un tasso al 8,7%. Si tratta del dato più alto dal gennaio 2004, anno d'inizio delle serie storiche mensili dell'Istat.
Se si prendono in considerazione le serie storiche trimestrali, invece, per ritrovare un tasso di disoccupazione così alto bisogna tornare addirittura al terzo trimestre del 2001. Lo ha reso noto l'Istat sottolineando che il numero di senza lavoro in Italia ha raggiunto quota 2 milioni e 243mila persone: si tratta di 1,243 milioni di maschi e un milione di donne. A pagare il prezzo più alto, ancora una volta però, sono i giovani: uno su tre di quanti partecipano attivamente al mercato del lavoro, è senza impiego con un tasso di disoccupazione al 31%, in calo di 0,2 punti base rispetto a novembre, ma in aumento di 3 punti su base annua.
Nel dettaglio, a dicembre gli occupati occupati erano 22 milioni 903mila, un livello sostanzialmente invariato rispetto a novembre, in presenza di un calo della componente maschile e di una crescita di quella femminile: 13,510 di milioni gli uomini, 9,393 milioni le donne. Nel confronto con l'anno precedente, invece, l'occupazione diminuisce dello 0,1% (-23mila unità). Per i tecnici dell'Istituto di statistica c'è stato "un peggioramento consistente del mercato del lavoro". La disoccupazione maschile cresce, dunque, del 5,1% rispetto a novembre e del 15,1% su base annua. Diminuisce invece il numero di donne senza impiego: -3,9% rispetto a novembre, -6,2% nel confronto su base annua.
BUONGIORNO SUD, A DOMANI!
